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Dislivello: 250m circa dalla Forcella Porta Vescovo |
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Tempo complessivo: 4-5 ore, 3 ore per la ferrata, 1 ora sia per
tornare a Porta Vescovo che per arrivare al Fedaia |
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Difficoltà: percorso di media difficoltà, tratti di I e II, un unico
passo chiave |
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Accesso: dal Passo Fedaia e dalla Forcella Porta Vescovo |
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funivieportavescovo.it |
SOFMA S.p.A.
Funivia Portavescovo
32020 Arabba (BL)
Tel.0039
0436 79127 |
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L’attacco può essere raggiunto comodamente da
Arabba (BL) con la Funivia Porta Vescovo; o altrimenti dal Passo
Fedaia, risalendo il sentiero N°698 e percorrendo i facili prati del
versante ovest. |
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La
Via Ferrata delle Trincee si sviluppa sulla Catena del Padon
(sottogruppo della Marmolada) da lla Forcella ove giunge la funivia
Porta Vescovo a nord alla Forcella Padon a Sud. Attraversa spesso per
cresta, i vecchi tracciati austriaci della Grande Guerra, nonché i
resti delle baracche e delle trincee,a appunto. Dalla funivia in crica
venti minuti di facile sentiero si giunse sotto la parete della Mesola,
che è già il punto chiave di tutto l’itinerario, presenta una parete
scura di circa 50 metri, ben ferrata e con buoni punti d’appoggio;
dopo di che si obliqua a destra con forte esposizione per poi
terminare il primo tratto in cresta; arrivati a questo punto il resto
dell’escursione prosegue su tracciato può semplice. Si continua per
cresta, su traccia evidente e superando un ponte sospeso in breve si
giunge sul punto più elevato del nostro itinerario: la Mesola a 2727
metri; di qui si ridiscende per roccette e alcuni salti che richiedono
forza nelle braccia, fino al raggiungimento di una ampia forcella
erbosa e detritica: esiste la possibilità di uscire dalla Ferrata,
verso ovest. Si risale una semplice dorsale per facile sentiero
terroso e si imbocca di nuovo il tracciato ferrato su di una cengia
(muri, resti della guerra), la si percorre raggirando LO “Spiz de
Mezdì” a nord, poi si scende un lieve salto, potenzialmente difficile,
e si giunge su sentiero, lo si segue prima su “pala” erbosa e poi per
cresta. Ottimo punto di osservazione su gran parte delle Montagne |
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Agordine; inoltre si possono vedere i
resti delle baracche; queste cime sono spesso oltrepassate o bucate
dalle gallerie della guerra 15-18, tutto ciò può offrire un ricordò
sia sentimentale che fotografico. Si prosegue sulla cresta sino a d un
bivio: a ovest vi una facile uscita dalla Ferrata. All’est invece, noi
proseguiamo prima scendendo una decina di metri un canalino e poi
risalendo per una cengetta, portandosi nel tratto finale. Qua vi è
l’ultima uscita non obbligata. Scavalchiamo verso ovest la forcella,
si segue il sentiero in direzione delle Mesolina, si attacca in alto
(si nota il cordino metallico), è un tratto molto facile non molto
esposto e relativamente basso, l’univo problema può venire
dall’ultimissimo passaggio: uno spigolo esposto che conduce nella
galleria finale, lo si supera prestando attenzione e usando molto le
braccia. Si segue la cavità rocciosa in salita, all’interno di questa
ci sono varie postazioni di vedetta, che ora possono essere delle idee
fotografiche, si sbuca nei pressi del Bivacco Bontandini. Si può anche
molto facilmente risalire anche sulla Mesolina. Passando in queste
zone dove i nostri nonni hanno combattuto è un momento speciale, forse
più di altre zone meriterebbe il silenzio mentre lo si attraversa.
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La discesa può avvenire in vari modi, in tutti
i casi si deve raggiungere il Rifugio Padon sulla medesima forcella,
seguendo l’intuitivo e facile sentiero. Si può, percorrendo il
sentiero dell’AltaVia Del Padon, sul versante ovest e rientrare alla
Forcella della Funivia Porta Vescovo. Si può scendere seguendo il
tracciato della pista sino al passo Fedaia. Infine si può prendere la
seggiovia del Padon e scendere a Capanna Bill (1780m) sopra Malga
Ciapela. |
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