Il frutto

05-02-14

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IL FRUTTO

Il frutto ha la funzione di proteggere e di contribuire alla dispersione dei semi nati dalla trasformazione degli ovuli in esso contenuti e di regolare il tempo della loro germinazione.. in genere viene indicato come frutto il solo pericarpo (da “peri” = attorno e “karpos” = frutto), costituito dallo sviluppo delle pareti dell’ovario prescindendo dal seme.

Si dicono frutti completi quelli che contengono anche il seme, esistono tuttavia frutti che possono svilupparsi naturalmente, senza contenere il seme, è il caso della banana, dell’arancia, dei kaki senza semi e di alcune varietà di mele e di pere spesso manipolate a questo scopo dall’uomo anche per soddisfare le esigenza del mercato; questi frutti si dicono frutti partenocarpi o apireni.

 

 Maturazione, ormoni della crescita e climaterio.

La fruttificazione, così come tutta la vita della pianta, è regolata dagli ormoni della crescita quali le auxine, le giberelline, la citochinina, l’etilene e l’acido abscissico. Un fiore impollinato e fecondato è in grado di produrre un frutto, solo se auxina e giberellina stimolano le cellule dell’ovario a moltiplicarsi e ad ingrandirsi, fino ad arrivare alla maturazione che è un fenomeno di origine ormonale regolato dal climaterio. Nelle piante chiamate climateriche (mele, pere, pomodori etc.) la maturazione del frutto avviene in tempi brevi per effetto del climaterio che determina un aumento repentino dell’attività respiratoria e del consumo di ossigeno, mentre in latre non climateriche la maturazione avviene in modo lento e graduale (fragola, uva, arance etc.). anche altri fenomeni concorrono alla maturazione, ad esempio nei frutti carnosi si osserva un aumento della sintesi di pigmenti colorati a scapito di una diminuzione della clorofilla per rendere il frutto più appariscente, una trasformazione delle pectine sei tessuti che rendono la polpa più morbida e la saccarificazione degli amidi che la rendono più grata al palato.

Pericarpo, clamidocarpo e indivie.

Normalmente l’ovario supero partecipa da solo alla formazione del frutto e in questo caso la porzione extracarpellare prende il nome di calmidocarpo. In un certo numero di specie, con ovario infero altri parti del firoe o dell’infliorescenza si associano e si sviluppano col gineceo originando falsi frutti. Quando le parti del fiore che persistono nel frutto non sono con esso con crescenti e intimamente unite ad esso si chiamano indivie, è il caso delle samare, del pappo di certi acheni, della cupola delle ghiande, del riccio delle castagne, mentre la parte del frutto che deriva dal pistillo nudo è chiamata pericarpo.

La trasformazione degli elementi fiorali nella fruttificazione.

Durante la fruttificazione i petali si separano rapidamente dal fiore al contrario dei sepali che spesso restano al loro posto. Gli stami appasciscono o cascano, ma possono anche persistere più o meno a lungo. Il ricettacolo può diventare carnoso come nella fragola (Fragaria vesca), avvolgnete e edule come nella mela (malus domestica). Il calice può accompagnare il frutto nel suo sviluppo come nella Physalis alkekengi dove accrescendo forma un involucro rigonfio. Le brattee involucrali possono fondersi a formare la parte del frutto come la cupola della ghianda (Quercus robur). Anche il peduncolo fiorale può diventare un frutto come succede nel commestibile porno d’anacardio (Anacardium occidentale).

Composizione e struttura del frutto.

In ogni frutto è possibile riconoscere le varie parti che lo compongono, ognuna delle quali ha origine da una componente del gineceo, quindi possiamo dire che il frutto nel suo insieme viene generato dal gineceo:

Pericarpo: è l’involucro che contiene i semi del furtto è derivato dalla parte dell’ovario, può distinguersi in tre parti in funzione del tessuto d’origine:

Epicarpo (detto anche esocarpo): deriva dell’epidermide esterna dell’ovario , originata dell’epidermide inferiore della foglia carrellare, costituisce la parte esterna del frutto la sui superficie può assumere aspetti assai differenti, essa può essere liscia come nella ciliegia (Prunus avium), pruinosa come nell’uva (Vitis vinifera) e nella susina (Prunus domestica), pelosa come nella pesca (Prunus persica), membranosa e anche spinosa come nella noce della Datura (Datura atramonium).

Mesocarpo: deriva dal parenchima della parete mediana dell’ovario (originato del mesofilo della foglia capillare) e può essere scarso come nei frutti secchi o carnoso come nella pesca.

Endocarpo: deriva dell’epidermide interna dell’ovario (originata dalla parete superiore della foglie carrellare), non è sempre e può essere carnoso come nell’uva, duro e tenace come nell’olivo, con peli lunghi e rugosi come nel limone.

Seme: contiene l’embrione e le riserve è originato della maturazione dell’ovulo fecondato.

Embrione: è originato dal gamete femminile (oosfera).

Aspetto dei Frutti e dei semi

In molti casi l’aspetto esterno del frutto e del seme possono creare confusioni nell’interpretazione della loro natura, infatti esistono:

Cariossidi: sono frutti che somigliano a semi come nei cereali, come tutti i frutti delle Poaceae (Graminaceae) ed altrettanto i “semi” del girasole sono acheni come tutti i frutti delle Asteraceae.

I noccioli delle ciliegie o delle albicocche: vengono scambiate per semi, ma è solo la parte più interna (Endocarpo) della drupa.

Il frutto del melograno, della magnolia e della peonia: hanno i semi che somigliano a frutti, qualche volta i semi per essere apetiti dagli animali che contribuiscono all’inseminazione si presentano con un involucro carnoso, la sarcotesta, che simula la funzione del pericarpo.

Le fave, i fagioli, i piselli: i loro semi spesso vengono scambiati per frutti.

Sono strutture che somigliano a frutti, ma sono, pseudocarpi perché non derivano dalla trasformazione dell’ovario:

Strobilo: dei cipressi che è una struttura globosa, legnosa deiscente che contiene i semi al suo interno.

Pigne e Coni: dei pini, abeti, cedri con i semi o pinoli riuniti in strobili conici, che vengono liberati quando i coni si aprono.

Galbule: dei ginepri, rotondi, carnosi e indeiscenti hce contengono uno o pochi semi all’intenro, simulano frutti ma sono strobili.

Arilli: nel tasso (Taxus bacata) i semi sono ricoperti da una parte rossa, colorata e commestibile che li fanno somigliare a frutti.

Classificazione del frutto

Esistono diversi sistemi di classificazione dei frutti e la loro denominazione può derivare:

 Dalla costituzione dell’ovario in relazione al numero e disposizione di carpelli, si distinguono allora in:

 Frutti monocarpici: quando derivano da un solo fiore e da un solo carpello senza nessun altro elemento (achenio, drupa, legume)

Frutti policarpici: quando derivano da un fiore formato da diversi carpelli e saranno:

 Apocarpici: se i carpelli rimangono separati ed indipendenti tra loro;

Sincarpici: se i carpelli sono saldati tra loro;

 Dal numero dei semi:

 Frutti monospermici: con un solo seme;

Frutti polispermici: con diversi semi;

Frutti apireni: senza semi;

 Dalla loro consistenza:

 Frutti secchi: che a maturità presentano pericarpo membranoso o coriaceo solitamente poco sviluppato e che contengono una modesta quantità d’acqua per cui hanno un aspetto asciutto e secco appunto;

Frutti carnosi: che hanno il pericarpo o una sua parte, polposa e succulenta che si manifesta in un endocarpo carnoso come nelle bacche, peponidi ed esperidi; o in un endocarpo scleroso come nelle drupe o frutti con nocciolo;

 Dalla capacità di liberare semi alla maturazione:

 Frutti deiscenti: che hanno la capacità di aprirsi e lasciare in libertà i semi in essi contenuti o anche lanciarli a distanza favorendo in tal modo la disseminazione; la deiscenza può essere di vari tipi dipendendo dal suo meccanismo e dalla zona del frutto interessata:

 Elastica: è l’apertura improvvisa dei carpelli che scaglia i semi a distanza (Ecballium);

Poricida: quando si formano piccoli orifizi che lasciano uscire i piccoli semi grazie al vento che poi li porta lontano (Anthirrinum);

Trasversale: o circoncisa quando il frutto si apre per il distacco di un coperchio apicale (Plantago, Anagalis);

Longitudinale: quando il frutto si apre per linee longitudinali in questo caso può verificarsi una deiscenza:

Loculicida: quando si produce nella nervatura mediana del carpello (Viola);

Setticida: quando si realizza nella linea di saldatura del carpello (Nicotina, Delphinium);

Settifraga: quando si verifica simultaneamente in due regioni di ciascun carpello (Febales, Datura) o lungo i margini dei carpelli seguendo la linea placentaria (Siliqua e Siliquetta delle Brassideceae);

Frutti indeiscenti: nei quali i tessuti del pericarpo restano permanentemente uniti ai semi e quindi l’uscita del seme è tardiva o non avviene affatto e il frutto si disperde col seme;

Dalla loro origine:

Frutto semplice: originato dallo sviluppo dell'ovario di un solo fiore che ha il gineceo monocarpellare (con un solo carpello) o sincarpio 8con più carpelli saldati tra loro), concresciuti che non si separano a maturità a la parete esterna del frutto deriva soltanto dalla parete dell'ovario;

Frutto multiplo (o aggregato): originato dallo sviluppo dell'ovario di un solo fiore che ha il gineceo pluricapellare apocarpico (con diversi carpelli liberi) ciascuno dei quali darà origine a un frutto semplice e lo stesso fiore svilupperà allora diversi frutti semplici (apocarpi)

Frutto complesso (falso frutto): originato oltre che dallo sviluppo dell’ovario anche da quello di altre parti del fiore, come il ricettaccolo, parti del perianzio come sepali o petali.
In una gran parte dei casi il frutto complesso è originato da un fiore con ovario infero saldato al ricettacolo. Infatti se ovario e ricettaccolo non fossero tra loro aderenti, come succede in numerose Rosaceae (pesche, ciliegie, albicocche), il ricettaccolo si comporterebbe come se l’ovario fosse supero diventando caduco. Tuttavia qualche volte il ricettacolo si accresce e diventa carnoso pur non essendo saldato all’ovario, e sostiene i veri frutti semplici (generamente acheni) generati dai numerosi carpelli liberi . E’ il caso della fragola dove il frutto apparente che è la parte edule è derivata dal ricettacolo ed è per questo che si parla di falso frutto.

Frutto schizocarpico: qualche volta anche nel frutto derivato da ovario semplice o pluriloculato sincarpico (con carpelli saldati tra loro) i loculi a maturità si separano originando frutti (schizocarpi) che simulano frutti derivanti da vari ovari o vari carpelli (falsa deiscenza). Ciascuna unità in cui si fraziona questo frutto prende il nome di mericarpo e contiene un solo seme.

Frutti composti (o infruttescenze o sincarpici): derivano dallo sviluppo di tutti i fiori di un’infiorescenza formando una struttura che somiglia ad un unico frutto, originati dall’ovario di ciascun fiore con a volte la partecipazione di altri elementi fiorali.

 

Schema semplificato della classificazione dei frutti

 

Frutti semplici

Frutti secchi Deiscenti Follicoli, legume, capsula, siliqua, siliquetta
Indeiscenti Achenio, cariosside, legume indeiscente, utricolo
Frutti carnosi Bacca Bacca semplice, esperidio, peponide, anfisarco, cabosso
Drupa Drupa semplice, pseudodrupa: tryma, nuculario

 

Frutti complessi o falsi frutti

   

Pomo, peponide, balausta, pseudobacca, acrosarco, cinorrodo, conocarpo, catoclesio, diclesio, riccio, ghianda

Pseudocarpi Frutti con arillo, cono-strobilo o pigna, galbula

 

Frutti aggregati o multipli

  Polifollicolo, polidrupa, polisamara, polibacca, poliachenio, polianteceto

 

Frutti schizocarpici

  Acheni schizocarpici o achenario, camario, bacche schizocarpiche, coccario, follicoli composti o follicario, samare schizocarpiche, carceruli schizocarpici, regma, bilomento.

 

Frutti composti o politalamici, o infrutiscenze

  Antocarpi, sorosio, siconio, bibacca, strobilo, poliantocarpo

 

 

Frutti monotalamici che derivano da un solo fiore
 
Frutti semplici
Originati dallo sviluppo dell'oavario di un solo fiore che ha il gineceo monocarpellare o sincarpico, cioè con più carpelli saldati tra loro, concresciuti che non si separano a maturità e la parete esterna del frutto (pericarpo) derivano dalla parete dell'ovario.

 

Frutti secchi

Deiscenti

Follicolo: si forma da un ovario unicarpellare supero, mono o plurisperma, ed ha una deiscenza longitudinale semplice lungo la linea di sutura interna (ventrale) del carpello (Consolida, Aconitum, Helleborus) o sulla linea dorsale (magnolia). Il pericarpo spesso è coriaceo e papiraceo, ma a volte anche carnoso (Paconia) che comunque alla maturità finisce per seccare. anche in altri casi si presenta carnoso e bacciforme (Decainea, Tabernaemontana). il follicolo può derivare anche del gineceo sincarpico o da carpelli totalmente o parzialmente apocarpici (follicario) frutti assai più frequenti del follicolo semplice.

Legume o bacello: frutto che si forma da un ovario monocarpellare plurispermo, supero e, a differenza del follicolo, ha una deiscenza longitudinale doppia, sia pre dell'alto al basso lungo due linee di sutura che corrispondono alle placente e alla nervatura dorsale del carpello. E' il frutto di molte specie delle Leguminosae (Ginestre, Acacie, Robinia, Albero di Giuda, Maggiociondolo, ecc.) anche se in alcune di questa hanno frutti assai differenti tra di loro, infatti possono assumere forme diverse dobvute alla consistenza del pericarpo: appianato e allargato, dritto e allungato (Faseolus, Spartium), sinuoso o contorto a spirale (Medicago). in molti casi il legume è indeiscente e si presenta villoso o ricoperto da spine e con strozzature più o meno profonde che ha maturità si separano ai margini delle cavità che contengono i semi.

Capsula: si forma da ovarioformato da due o più carpelli e si distinguono tra loro per il tipo di deiscenza znche se in alcuni casi hanno nomi particolari dipendenti dal loro aspetto e dalla loro appartenenza a determinati gruppi tassonomici. Si hanno quindi capsule con deiscenza:

Denticida: si apre all'apice attraverso un giro di denti in numero uguale o doppio a quello dei carplli (Dianthus, Cerastium, Silene).

Fissuricida: si apre secondo linee dalla base all'apice (Ophrys, Oxalis, Linaria).

 

Foraminicida: si apre attraverso fenditure divergenti (Anthirrium).

Locucida: si apre lungo le nervature dorsali mediane (Aesculus hippocastanum, Iris, Lilium, Viola)

Poricida o treto: si apre attraverso pori in punti determinati (Tracheluim caeruleum)

Setticida: sia pare ai margini dei carpelli in corrispondenza dei setti (Colchium, Hipericum, Nigella, Digitalis)

Settifraga: si apre in modo incompleto lungo i margini o le nervature centrali dei carpelli per rottura dei setti interni. (Impatiens, Stramonio, Cedrella tubiflora)

 

Pissidiale o trasversale: deriva da un ovario supero sincarpico con deiscenza traversale circoncisa, aprentesi per distacco di un coperchietto apicale detto opercolo, mentre la parte inferiore detta urna, resta inserita nel ricettacolo (Portulaca, Ecbalium elaterium, Anagalis arvensis).

Cerazio: sorta di capsula che deisce per distacco e slittamento degli strati interni del pericapio, che spesso persistono formando una speciale gabbia (Papaver, Glaucium, Campanula)

 

Siliqua: frutto bicarpellare, pluri-monospermio, originato da un ovario supero, deiscente in due valve, lungo la linea di sutura dei margini dei carpelli, (deiscenza placentifraga), tra le due valve è posto il replo al quale sono attaccati i semi, che possono essere espulsi anche in modo violento per effetto dei movimenti dovuti alla contrazione delle valve nel momento del loro distacco. la siliqua ha una forma ristretta in genere almeno 2 o 3 volte più lunga e larga, con una porzione terminale indeiscente, generalmente senza semi, chiamata rostro. E' il frutto caratteristico delle Brassicaceae (Brassica, Sinapis), ma anche delle Papaveraceae e Capparidaceae. in particolari casi può essere completamente indeiscente, del tipo schizocarpico, chiamata Bilomento o Siliqua lomentacea.

Siliquetta: ha le stesse caratteristiche della siliqua ma col frutto che tende ad essere tanto largo quanto lungo (isodiametrico) può essere latisetta o angustisetta, a seconda che sia più larga che lunga o viceversa. sono frutti della Lunaria annua, Capsella bursa-pastoris. Se le siliquette si presentano in coppia sono dette didime (Biscuttella).

Indeiscenti:

Achenio: frutto che deriva da ovario supero, monocarpellare o pluricapellare in cui un solo carpello si sviluppa, con un solo seme, e con pericarpo contiguo ed unito al seme in un solo punto. In caso di ovario pluricarpellare quando più acheni si sviluppano si ottengono diacheni (Umbrelliferae) o tetracheni (Labiate). in genere queste associazioni di acheni si separano alla maturità. allorché questi numerosi acheni si sviluppano sullo stesso fiore (Poliacheni) si parla di frutti multipli. L'achenio è il frutto secco indeiscnete più comune (Asteraceae, Fagaceae, Betulaceae) ha pericarpo membranoso o cuoioso e può presentarsi con particolarità morfologiche atte a facilitare òla dispersione, è il caso dell'espansione puomosa dell'achenio del tarassaco (Pappo) o di quella alare della samara dell'acero.

Samara: da ovario supero monocarpellare è una sorta di achenio con il pericarpo munito di espansione alare laterale (frassino) o periferica (olmo), queste ali sono ecrescenze della parete ovarica che diventano membranose e che permettono una migliore dispersione del seme al vento. La samara generalmente contiene un solo seme ma in alcuni casi ne può contenere più di uno. Il frutto dell'acero ha due carpelli uniti, ognuno dei quali matura una samara e viene chiamato disamara, se le due samare si separano alla maturità in due pericarpi monospermi come il cremocarpo, il frutto si chiama samaridio (Acer). Se il frutto è formato da tre samare aderenti si chiama trisamara (Serjania glabrata).

Cipsela: è un achenio da ovario infero tipico delle Asteraceae con pericarpo sormontato da strutture accessorie (peli, setole, squame) che derivano dall'acrescimento dei petali o dei sepali (Cardus, Silybus, Centaurea, Carlina, Urospermum)

Noce: è una sorta di achenio, monspermo, indeiscente con pericarpo coriaceo o legnoso proveniente da ovario infero o supero, mono o pluricarpellare e con seme che non si fonde col pericarpo. Quando deriva da gineceo pluricarpellare l'ovario potrà essere pluricarpellare e contenere diversi rudimenti seminali, però normalmente tutti i carpelli meno uno si atrofizzano, risultando in definitiva un frutto uniloculare e monosperma. Il pericarpo è contenuto in genere entro un'altra struttura formata da un involucro erbaceo o cuoiaceo (cupola) di bratte lignificate (Ghianda della quercia) a volte aperto e squamiforme (nocciolo) a volte chiuso e aculeato (castagno).

Noce alata: è racchiusa in brattee fiorali che si trasformano in ali come nei generi Carpinus e Betula.

Nucula: è una noce con dimensioni ridotte, frutto secco, monocarpico, indeiscente (Dipsacus fullonum).

Carcerulo: è una piccola noce globosa, priva di costolature, completamente chiusa da un pericarpo molto spesso, legnoso ed impermeabile all'acqua, è il frutto dei tigli (Tilia) che si disperde con l'intera infruttiscenza grazie all'ala del peduncolo.

Carosside: è un frutto monosperma, secco e indeiscente che deriva da ovario supero in origine bi-tricarpellare, ma unicolare, somigliante all'achenio ma, con il seme intimamente saldato al pericarpo secco, tanto chi l'intero frutto si comporta come un seme, è il frutto infatti che viene utilizzato nella semina (Poaceae)

Legume indeiscente: deriva da ovario supero unicarpellare, multiseme, con maturazione aerea è il frutto del carrubo (Ceratonia siliqua), se la maturazione è sotteranea il legume è detto Geocarpo come quello dell'Arachis hipogea, la nocciolina americana.

Camara: è il legume indeiscente, costituito da un solo carpello con pericarpo ben disptinguibile (Psolarea, Trifolium)

Lomento: è un legume indeiscente con strozzature che lo suddividono in articoli più o meno numerosi contenenti un solo seme e che a maturità si frammentano. (Coronilla, Hedysarum)

 

Craspedio: è una variante del lomento e, come questo, si disarticola completamente, lasiando il rivestimento marginale attaccato al peduncolo: come nella Mimosa farinosa.

 

Utricolo o Tricello: frutto semplice deiscente, dall'aspetto di una piccola capsula, originato da più carpelli unicolari, concresciuti, con pericarpo sottile che spesso ha la forma di un urna rigonfia e membranacea e con un solo seme (Poligala, Amaranthaceae)

 

 

Frutti carnosi

Bacca: frutto carnoso e indeiscente che deriva da ovario supero, monocarpico o sincarpico ed ha lo strato più esterno (epicarpo) molto delicato e sottile e il mesocarpo e endocarpo carnoso più o meno succosi come l'uva (Vitis), che avvolge numerosi semi. L'ovario sincarpico genera frutti bicarpellari come il pomodoro (Lycopersicum esculentum), tricarpellari come la banana (Musa paradisiaca) o pluricarpellare come i kaki (Diospyros kaki). quando la bacca deriva da ovario infero spesso alla sua formazione partecipano oltre al ricettacolo altre parti del fiore dando origine a frutti complessi come Pseudobacca, Peponide, Acrosarco, Balausta. Quando le bacche derivano dal gineceo apocarpico supero il frutto aggregato è una Polibacca o Baccacetum, mentre quelle derivanti da gineceo pluriloculare sincarpico con i carpelli concresciuti che a maturità si separano danno origine a bacche schizocarpiche.

Esperidio: è una bacca modificata tipica del genere citrus con epicarpo caratteristicamente colorato e glanduloso con tasche contenenti olii esenziali che unito al mesocarpo bianco e spugnoso costituisce la buccia, endocarpo diviso in setti con peli e cellule piene di succo. in questo caso il vero frutto e essenzialmente la buccia visto che l'endocarpo è costituito da materiale di riempimento all'interno del frutto. Deriva da ovario pluricarpellare sincarpico, supero (è il frutto del limone, dell'arancio e di tutti glia grumi).

Anfisarco: frutto semplice indeiscente, una sorta di bacca con pericarpo esternamente rigido e crostoso e internamente carnoso in cui sono immersi i semi. Frutto sincarpico derivante da ovario supero (Capparis spinosa). E' anche il frutto della Cucurbitacea (Legenaria siceraria) che si differenzia dal peponide che deriva da ovario infero.

Cabosso: è una bacca indeiscente con pericarpo esternamente rigido che contiene 30 o 40 semi (detti fave) avvolti da una mucillagine dolce e mucosa. E' il frutto del cacao.

Drupa: deriva da ovario unicarpellare supero, ha epicarpo membranoso e sottile (buccia) che può essere glabro e lucido come nel Prunus domesticus (susina) o peloso come nel Prunus persica (pesca); mesocarpo (polpa) carnoso e succoso che è la parte commestibile, e endocarpo coriaceo e legnoso (nocciolo) cha al suo interno generalmente tacchiude un solo seme, ma a volte può contenerne anche più di uno (da 2 a 5). Questo frutto caratterizza un'intera sottofamiglia delle Rosacee, le Prunoidee, che oltre alle specie suddette annovera albicocco, mandorlo, ciliegio, prugnolo, ecc. Esempi di drupa relativi a specie di altre famiglie sono frutti del noce, dell'olivo, dell'alloro, del corniolo, del pistacchio, del lentisco, del terebinto, del bagolaro. Drupe derivanti da ovario pluricarpellare apocarpico originario frutti aggregati come Polidrupe (Drupecetum).

Altri tipi di drupa vengono anche chiamati Pseudodrupe, tra queste:

Tryma: è la noce di Junglas regia, una drupa globosa con deiscenza irregolare, che deriva da ovario infero pluricarpellare apocarpico con la parte esterna carnosa costituita da epicarpo e mesocarpo (mallo) che annerisce a maturazione liberando la parte lagnosa (noce) che ha l'endocapro costituito da due valve che racchiudono i semi (gheriglio). Altra drupa indeiscente è quella del mandorlo (Prunus dulcus).

Nuculanio: frutto indeiscenti con pericarpo secco, esternamente crososo o fibroso e internamente indifferenziato con in un endocarpo legnoso (Cocos nucifera) noce di cocco, con epicarpo sottile, liscio e di colore grigio-brunastro, mesocarpo fibroso, endocarpo legnoso che  contiene al suo interno un unico

grande seme che è in parte liquido (latte di cocco) e in parte solido (polpa). Alcuni autori descrivono con questo nome una sorta di drupa indeiscente con endocarpo legonso, meoscarpo carnoso e deliquescente a maturità che contiene più noccioli liberi o uniti tra loro (2 noccioli il frutto del biancospino Crataegus oxyacantha, da 2 a 4 quelli del genere Rhamnus, da 2 a 5 quelli del Sambucus).

 

Frutti complessi o falsi frutti

Sono frutti alla cui formazione oltre che l'ovario partecipano anche altre parti del fiore. La loro classificazione è assai complicata e controversa tanto che qualche frutto di questo tipo viene sistemato diversamente da alcuni botanici:

Pomo: è un frutto carnoso e indeiscente, originato da ovario infero sincarpico, generalmente pentarpellare (due o più carpelli, normalmente cinque fusi nella parte inferiore del ricettacolo detta ipanzio(, con la parte centrale divisa in tante zone quanti sono i carpelli, di consistenza coriacea o membranosa contenente semi. Il ricettacolo saldato all'ovario, accrescendo diventa carnoso e simula il mesocarpo, che in realtà trovasi all'interno e circonda i semi, come nella mela (Malus domestica) e nella pera (Pyrus communis) dove si identifica col torsolo. E' il frutto che caratterizza l'intera sottofamiglia delle Rosaceae, quella delle Pomoideae che oltre al melo e al pero annovera il nespolo, il sorbo, il cotogno.

Peponide: è un frutto dove non si differenziano i tessuti provenienti dal ricettacolo e dai carpelli, costituito da una bacca derivante da ovario infero sincarpico, formato da 3.5 carpelli fusi insieme, tipica della famiglia delle Cucurbitaceae (zucca, melone, anguria) caratterizzato da un pericarpo duro e impermeabile talvolta legnoso, mesocarpo carnoso o succoso ed endocarpo a maturità di consistenza acquosa (delinquente) insieme alla placente, molto sviluppate, sulle quali sono posti i numerosi semi.

Balausta: è una sorta di bacca indeiscente, frutto sincarpico da ovario infero nella cui formazione interviene il tubo fiorale che avvolge e si fonde con ovario. Da questa unione risulta un frutto con pericarpo coriaceo, endocarpo membranoso e suddiviso in logge sovrapposte che contengono i semi con il tegumento esterno carnoso e succulento (arillo). E' il frutto del melograno (Punica granatum).

Pseudobacca: si differenzia dalla bacca perchè proviene da ovario infero, con il ricettacolo più consistente dei carpelli.

Acrosarco: è una sorta di bacca indeiscente, frutto complesso con il rivestimento carnoso derivante dal perianzio che avvolge un pericarpo indiferenziato (Cytinus, Opuntia ficus-indica, Carpobrutus).

Cinorrodo: frutto complesso a poliachenio in cui i carpelli liberi, unispermi permangono involti nel ricettacolo carnoso accrescente (Rosa). Originato da gineceo supero apocarpico immerso nell’ipanzio.

Conocarpo (pseudocarpo): è un poliachenio formato da acheni separati e eriuniti sopra un ricettacolo carnoso, con calice persistente come succede nella fragola (Fragaria Sp.) dove il ricettacolo sviluppandosi congloba gli acheni provenienti ciascuno da gineceounicarpellare, che sono i veri frutti e spesso scambiati per semi.

Catoclesio: frutto formato da frutticini indeiscenti tipo acheni, incluso tra bratee o elementi del perianzio concresciuti (Beta macrocarpa, Echinophora spinosa).

Diclesio: frutto del tipo achenio o nucula, costituito da pericarpo carnoso o secco protetto dal perianzio o da alcune parti di esso, solitamente il calice è persistente ed accrescente (Chenopodium, Coryllus, Urtica).

Riccio: achenio, frutto a pericarpo secco indeiscente, racchiuso in un involucro di bratte spinose che mimano una capsula che si apre a maturità come avviene nella castagna (Castanea sativa) e il frutto del Xantium strumarium.

Ghianda: è un achenio policarpellare dal pericarpo coriaceo, racchiuso in una cupula attorno alla sua base, originata dalle brattee del fiore.

Siconio: infruttiscenza di forma sferica o piriforme nella cui cavità interna sono posti i veri frutti costituiti da acheni derivanti dalla trasformazione dell’inflorescenza e circondati dalla parte carnosa derivata dal ricettacolo (Ficus carica).

Antecario: frutto complesso delle Poaceae (Graminaceae), derivato da una spighetta multifolara costituita da frutticini (anteci), (Micropyrum tenellum, Trachynia distachya, Rostrara litorea).

I Pseudocarpi: non sono considerati veri frutti, quindi sono doppiamente falsi:

Frutti con arillo: alcuni frutti che apparentemente sembrano frutti carnosi, in realtà sono frutti secchi come succede in Litchi chinesis e in Taxus bacata dove l’arillo che è  la parte carnosa esterna al seme corrisponde a altre parti distinte del pericarpo, il Taxus bacata produce semi circondati da un arillo rosso commestibile (Attenzione: è l’unica parte di questa pianta non tossica!!!).

Cono strobilo o Pigna: pseudocarpo ripico delle conifere (pino, abete, larice, cedro), derivato dalla trasformazione dela relativa inflorescenza femminile, con e brattee fiorali lignificate a maturità a forma di squame parzialmente sovvrapposte a protezione del seme.

Galbula: strobilo femminile dopo la fecondazione, pseucarpo a forma di bacca tondeggiante, legnosa o carnosa formata da aquame concresciute e aderenti tra loro contenenti semi, tipico di alcune Cupressaceae.

Frutti Aggregati o multipli.

Originati da ginecei pluricarpellari apocarpici.

Polifollicolo o folliceto (Follicetum): frutto multicarpellare derivato da carpelli non saldati tra loro (apocarpici) che restano liberi e si aprono lungo la linea di sutura delle foglie carpellari (Aquilegia, Caltha palustris, Helleborus, Paeonia).

Polidrupa (Drupecetum): frutto da gineceo multicarpellare apocarpico, unispermo composto da tante piccole drupe (drupeole) come nella mora (Rubus Sp.). da non confondere col sorosio che ha lo stesso aspetto ma deriva a un inflorescenza come nella mora del gelso (Morus Sp.)

Polisamara (Samaracetum): frutto originato da gineceo apocarpico supero, formato da numerosi frutti secchi indeiscneti provvisti di espansioni membranose tipo samara (Actaea, Diospyros).

Polibacca (Baccacetum): frutto formato da numerose bacche carnose che deriva da gineceo apocarpico supero (Phytolacca americana).

Poliachenio (Acheneto): è un frutto multiplo formato da acheni liberi e indipendenti originato da gineceo apocarpico supero (Clematis, Anemone, Ranunculus).

Polianteceto: frutto composto, proprio delle graminaceae, costituito da un gruppo di spighette provviste almento in parte di anteci maturi (Lamarckia aurea).

Frutti schizocarpici.

Qualche volta anche nel frutto derivato da ovario pluriloculare sincarpico (con carpelli saldati tra loro) i lculi a maturità si sperno originando frutti (schizocarpi) che simulano frutti derivato da vari ovari o vari carpelli. Ciascuna unità in cui si fraziona questo frutto prende il nome di mericarpo e contiene un solo seme:

Acheni schizocarpici o Achenario o Polachenario: frutto multiplo fromato da acheni monospermi, secchi e indeiscenti, derivato da ovario supero con carplli concresciuti che alla amturazione si separno reciprocamente:

Diachenio o cremocarpo: che deriva da ovario infero bicarpellare che a maturità si divide in due parti seguendo una linea di unione dei carplli. Ciascuna parte costituisce un mericarpo monosperma che porta aderente all’apice, parte del calice e resti delle stilo e dello stigma. I due mericarpi sono separati e sostenuti dall’estensione dell’asse fiorale. (Apiaceae e Rubiaceae).

Tetrachenio, Cenobium, Microbasario: frutti secchi, indeiscenti divisi in 4 parti, con pericarpo duro attorno allo stilo (Lamiaceae e Boriginaceae).

Pentaachenio o Regma: frutto secco indeiscnete, schizocarpo, che a maturità si separa in più porzioni monocarpellari con un solo seme, appese alla sommità dell’asse centrale da un’appendice filiforme che si arrotola mediante movimenti igroscopici, utili per la disseminazione, proprio delle Geraniacee.

Camario: è un poliachenio formato da monocarpi monospermi (camare) derivanti da altrettanti carpelli, concresciuti dell’ovario che si separano durnate la maturazione per distruzione del ricettacolo (Lavatera).

Bacche scizocarpiche: sono bacche separate con un pericarpo carnoso Phytolacca americana.

Coccario: è un frutto fromato da una sorta di capsule derivanti da carpelli inizialmente concresciuti e poi separati ed aperti lungo i margini o lungo la nervatura centrale (Euphorbia, Ruta). Se è formato da 3 carpelli prende il nome di Tricòcco.

Follicoli schizocarpici o Follicario: sono follicoli separati, frutti secchi, deiscenti, derivato da carpelli concresciuti nell’ovario poi separati alla maturazione, che deiscono lungo una sutura come nelle Apocynaceae (Asclepias fruticosa, Cynanchum acutum).

Samare schizocarpcihe: sono samare separate, frutti secchi e alati come nella Disamara o Samaridio del genere Acer o nella Trisamara.

Bilomento: tipo particolare di frutto secco indeiscente che si fraziona a amaturità in tanti articoli contenenti ognuno un seme, come il lomento.

Frutti composti o politalamici o infruttiscenze.

Provengono dall’unione di due o più fiori per saldatura tra loro dei singoli ovari a formare una nuova struttura.

Antocarpo: deriva da un’intera infiorescenza che si trasforma in una massa che apparentemente è un unico frutto, in cui però aono ancora riconoscibili i singoli frutti. Hanno frutti di questo genere per esempio il gelso, il fico e l’ananas, che prendono il nome di:

Sorosio: infruttiscenza formata da drupe multiple riunite e saldate tra loro, derivanti da sepali divenuti carnosi e succosi posti sull’asse cilindirca dell’infiorescenza con bratee persistenti. (Ananas, mora del Gelso, Maclura pmiferam melo da siepi).

Siconio: infruttiscenza di forma sferica o piriforme nella cui cavità interna sono posti i veri frutti costituiti da acheni derivanti dalla trasformazione dell’infiorescenza. Poiché è originato oltre che dal ovario dei singoli fiori anche del loro ricettacolo può essere considerato anche come falso frutto (Ficus Carica).

Bibacca: formato da due bacche concresciute e più o meno completamente duse, derivate da due ovari (Lonicera japonica)

Strobilo (dell’Alnus): infruttiscenza globosa simile allo strobilo delle conifere formata da acheni muniti di ala membranosa a ventaglio.

Poliantocarpo: infruttiscenza globosa formata da piccolo acheni muniti di pappo (Platanus).

 

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Gli articoli e le foto sono di proprietà di Giuliano Salvai: http://www.actanaturae.org

libro:  Fiori di Montagna - M.T. Della Beffa - Guide Compact deAgostini

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Ultimo aggiornamento: 26-05-09