Licheni

29-06-09

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I Licheni

I licheni sono organismi simbiotici derivanti dall’associazione di due individui: un organismo autotrofo, un cianobatterio o un’alga, (per lo più una clorofita), e un fungo, in genere un Ascomicete o un Basidiomicete. Sono caratterizzati da un tallo e vengono classificati basandosi sulla tassonomia della specie fungina, mentre  nelle classificazioni precedenti facevano parte delle crittograme. I due simbionti convivono traendo reciproco vantaggio: il fungo, eterotrofo, sopravive grazie ai composti organici prodotti dall’attività fotosintetica del cianobatterio o dell’alga, mentre quest’ultima riceve in cambio protezione, sali minerali ed acqua.  L’evoluzione della lichenizzazione è probabilmente molto antica e non è avvenuta da un gruppo monofiletico di funghi lichenizzati, si è evoluta indipendentemente in numerosi gruppi, ipotesi avallata anche dai recenti studi molecolari. La vera natura simbiotica fu riconosciuta solo nel 1867 da Simon Schwendener.

Micobionte

Il Micobionte è il simbionte fungino. Circa il 25% di tutti i funghi è lichenizzato ed i particolare:

Ascomycotina: 46% degli Ascomycotina (13.250 spp.) sono lichenizati, 98% dei funghi lichenizzati sono Ascomiceti.

Basidiomycotina: 0,3% dei Basidiomycotina (50spp.) sono lichenizzati, 0,4% dei funghi lichenizzati sono Basidiomiceti.

Deuteromycotina: 1,2% dei Deuteromycotina (200spp.) sono lichenizzati, 1,6% dei funghi lichenizzati sono Deuteromiceti.

L’85% dei micobionti sono in simbiosi con alghe verdi, il 10% con cianobatteri e il3-4% contemporaneamente con entrambi.

Il 55% dei funghi lichenizzati forma talli omeomeri, il 20% forma talli placoidi o squamosi e il 25% forma tagli fogliosi o  fruticosi detti, talli eteromeri.

Fotobionte

Il fotobionte è il simbionte fotosintentico (cianobatterio o alga). Se ne conoscono circa 200 specie, la maggior parte delle quali delle clorofite, sia specie unicellulari, sia filamentose e così suddivise:

CharoPhyceae: 1 genere

Chlorophyceae: 10 generi, 1 ordine

Ulvophyceae: 11 generi, 5 ordini

Xanthophyta: 1 specie

Phaeophyta: 1 specie

Cyanobacteria: unicellulari o colonie filamentose, 13 generi, 4 ordini

Il licheni cha hanno come simbionte fotosintetico un cianobatterio assumono colore e consisitenza particolari e possono essere definiti nel complesso “Cianolicheni”. L’unione simbiotica non è sempre specie specifica: esperimenti in vitro hanno dimostrato che un singolo micobionte (Cladonia cristanella) risintetizza con 13 specie di Trebouxia isolate [Ahmadjian, 1977].

Morfologia

Il tallo lichenico, sulla base della forma e delle modalità di adesione al substrato, può assumere differenti morfologie:

Crostoso: è un tallo appiattito e strettamente aderente al substrato, la superficie può essere continua, polverosa o divisa i aree poligonali dette areole.

Folgioso: in cui il tallo è costituito da lamine che crescono in direzione parallela rispetto al substrato. Sono ancorati al substrato mediante piccoli fasci di ife detti rizine.

Fruticoso: in cui il tallo sviluppa in verticale rispetto al substrato e tende a ramificarsi in varie direzioni. L’adesione al substrato è limitata alla sola porzione basale.

Composto: in cui il tallo è in parte parallelo al substrato e in parte si sviluppa in modo perpendicolare rispetto al substrato. Alcuni autori lo definiscono un’unione di un tallo fruticoso con uno crostoso o foglioso.

In sezione trasversale in un lichene eteromero si possono osservare le seguenti parti:

Cortex superiore: è costituita da un fitto intreccio di ife con funzione protettiva.

Strato algale: è posizionato sotto il Cotex, le ife formano un reticolo più lasso, nel quale trovano spazio le cellule del simbionte fotosintetico.

Medulla: è caratterizzata da una struttura di ife molto lasse, dove si concentra l’acqua proveniente dall’esterno.

Cortex inferiore: non sempre presente, è costituita da un fitto intreccio di ife.

I licheni si diffondono sia attraverso la riproduzione sessuata (disseminazione di spore che coinvolge il solo fungo) si attraverso la riproduzione vegetativa.

Cladonia portentosa

Lichene composto

Parmelia

Lichene Foglioso

Rhizocarpon geographicum

Lichene crostoso

Usnea

Lichene fruticoso

Metabolismo

I licheni possono sintetizzare prodotti del metabolismo secondario, definiti nel loro complesso sostanze licheniche ed accumulati spesso in forma cristallina sulle ife. I gruppi più importanti di sostanze licheniche sono: Depsidi, Depsidoni, Depsoni, Benzilesteri e dibenzofurami. Queste sostanze presentano molti ruoli adattativi per la sussistenza della simbiosi lichenica tra cui:

Aspetti funzionali:  Mineralizzazione del substrato; reglazione metabolica; protezione superficiale; facilitazione dei meccanismi di trasporto intratallini.

Aspetti protettivi: Funzioni antibiotiche ed allelopatiche; fotoprotezione; poleotolleranza.

Inoltre le sostanze licheniche rivestono un ruolo anche al di fuori della simbiosi con utilizzi sfruttati dall’uomo, come ad esempio: Coloranti tessili; usi alimentari; cosmetici; antimicrobili; antivirali; antifungini; antimutageni e antitumorali.

Fossili

La Winfrenatia reticulata (cianolichene) ritrovata nelle selci rename del primo Devoniano, specie coeva dei più antichi e conosciuti funghi micorrizici arbuscolari, apre nuovi orizzonti negli studi Paleomicologici.

 

 

Biblografia:

www.wikipedia.it

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 13-03-09