Nell’anno 923 con donazione di Berengario I
Imperatore, l’Agordino diventa Feudo del Vescovo-Conte di Belluno ed
Agordo il centro amministrativo cui era preposto un gastaldo o
giudice, sostituito più tardi da un capitano: da cui l’uso di chiamare
la Comunità Capitaniato. Il 18 ottobre 1185 il pontefice III confermò
al Vescovo gli acquisti e le giurisdizioni dei suoi predecessori. Fra
le “Cappelle” di Sottochiusa di cui fa cenno la Bolla Papale, vengono
certamente comprese le due chiese di Taibon di S. Cipriano e s.
Lucano. I nuclei abitanti più antichi sono Taibon, Peden, Val e
Listolade, corrispondenti alle antiche “Regole” che per secoli fecero
parte del “Comun de Sottochiusa”, ed i cui rappresentanti si riunivano
per trattare gli affari comuni sul “Col di Mola”, ossia davanti alla
Chiesetta di San Rocco, demolita a seguito dell’alluvione del 1966.
appena a nord di Listolade, oltrepassato il Torrente Corpassa,
esisteva un tempo un fortilizio di semplice muro a secco rinforzato da
travatura, denominata “Chiusa” che controllava l’angusto passaggio,
tra il Comuni di Sottochiusa e Soprachiusa. Tale luogo è rimasto
importante nella storia per l’opposizione degli Agordini nel 1439
all’avanzata di Filippo Maria Visconti, sceso con le truppe dai Passi
di San Pellegrino e Valles, in cui trovò la morte il nobile bellunese
Capitano Bartolomeo Miari. Nel XIV secolo era fiorente l’industri
mineraria, alla quale aveva dato notevole impulso la nobile famiglia
degli Avocano, rendendo della massima efficienza tutti i forni della
vallata. Di conseguenza divenne di grande importanza il carbone,
indispensabile per forni e fucine, questo carbone veniva prodotto nei
boschi in luoghi denominati “Ial” sparsi un po’ ovunque nel territorio
comunale. Sotto il dominio Veneto dal 1404 al 1796 divenne di
fondamentale importanza il commercio del legname, di cui erano ricchi
i nostri monti, divenne quindi di grande importanza la fluitazione dei
tronchi detta “Menada” per il Cordevole e Piave sino a Venezia. Nel
1743 Giovanni Crotta, la cui famiglia di origine lombarda fu legata
per ben tre secoli allo sfruttamento delle Miniere di Valle Imperina
otteneva l’investitura di tutte le “Buse” della Valle di San Lucano. E
proprio sulla scia dei Crotta si era andata affermando e consolidando
la fortuna la famiglia nobile Costa di Forno di Val. Al suo illustre
rappresentante Fioravante , artista del legno e della pietra, è ora
dedicata la scuola Materna del Paese; mentre la scuola Elementare è
dedicata a Pio Soccol, che fu il primo Sindaco del Comune nell’anno
1866. negli anni il comune venne colpito da numerose calamità,
pestilenze, incendi, alluvioni, frane e valanghe:
1348/1482/1547 mortali epidemie di peste
spopolano numerosi paesi.
1630 una valanga distrugge la Chiesa di San
Lucano
1748 una disastrosa piena del Tegnas, generata
da una frana che ne ostruì il passaggio distrugge i forni e le
officine di Val.
1790/1826 infuria per diversi anni la peste
Falcadina
1854 un disastroso incendio colpisce il paese di
Taibon, 60 case distrutte.
1865 una frana si abbatte sulle pareti del
Framont, tra Listolade e Ronch de Bos: 2 morti (padre e figlia).
1882 disastrosa alluvione che colpisce in modo
particolare San Cipriano.
1908 disastrosa frana di Ambrusogn, distrugge i
villaggi di Prà e Lagunaz: 28 morti e decine di feriti.
1917/1934 nuovi furiosi incendi
1918 mortale epidemia: la spagnola.
1966 altra disastrosa alluvione paragonabile a
quella del 1882.