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Selva di Cadore - Selva de Ciadore

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    Santa Fosca    1424m      
Santa Fosca (1424m) assieme a Pescul rappresentano la parte turistica del Comune di Selva di Cadore. Collocate al centro della Val Fiorentina i due centri abitati offrono diversi punti di appoggio quali, alberghi e negozi e nell'ambito di Pescul gli impianti di risalita per lo Ski Area Civetta e nello specifico il Monte Fertazza. Di particolare interesse storico la Chiesetta di Santa Fosca dal fascino antico. Di notevole interesse storico anche l'antica canonica di Santa Fosca, costruita probabilmente nello stesso periodo della chiesa e caratterizzata da una struttura architettonica assai interessante e da affreschi di varie epoche. A Pescul di interesse storico troviamo l'oratorio dedicato a San Rocco, sorto ad opera della confraternita dei battuti nel 1600, sul luogo dove sorgeva una cappella citata nel 1591: l'altare di San Rocco venne consacrato nel 1626 dal Suffraganeo di Aquileia. All'interno si trovano dipinti del XVII secolo di artisti ignoti; una Pietà del XV secolo in legno scolpito e dipinto; la statua di San Giovanni Nepuceno di anonimo del XVIII secolo e una bella tela con il martirio di Santa fosca e le scritte: fu fatto per carità da Francesco Chizzalin Paregin l'anno 1782.
    La Chiesa di Santa Fosca     
La Chiesa di Santa Fosca è costruita in prossimità di un antica via del Ferro nella frazione omonima. Sorge su un promontorio sulla Val Fiorentina posizione che permette di essere vista da quasi tutte le frazioni della grande vallata e infatti all'interno del contesto paesaggistico della zona rappresenta uno scorcio di estrema bellezza, completato dalla presenza del “Torno degli Dei” il Pelmo. È la chiesa più antica della Val Fiorentina, viene documentata la prima volta nel 1286; nel 1421 venne totalmente restaurata, e tra il 1454 e 1456 venne aggiunto il campanile che poi venne rialzato, all'altezza attuale, nel 1762; nello stesso periodo subì un nuovo restauro. È una chiesa di stile gotico-alpino. Sulla facciata sul lato destro del portale d'ingresso dal caratteristico arco a sesto acuto è raffigurato San Cristoforo mentre al di sopra si apre il rosone sormontato da un affresco di Santa Fosca. Il campanile a base quadrata presenta il tetto con caratteristica forma a cipolla e come al tetto della chiesa è ricoperta da “scandole” di legno di larice. Internamente si presenta ad unica navata, decorata da affreschi; la volta è segnata da nervature che si dipartono dalle semi-colonne perimetrali. L'abside gotica ha l'altare maggiore di scuola tedesca impreziosito dalla presenza delle statue della “Madonna con il bambino e i Santi”, accolte in una cassa lignea; il tabernacolo, di spettacolare fattura, è stato attribuito a Andrea Brustolon.  
La facciata a capanna della chiesa, in stile gotico alpino, volge ad occidente e presenta ai lati due lesene e al centro il portale d'ingresso, sormontato da una lunetta a sesto acuto e il rosone. Il Campanile originario, restaurato nel 1647, venne ricostruito nel 1909 su progetto dell'ing Giobatta Pezzé di Caprile. Il campanile a base quadrata è stato ricostruito tra il 1908 e il 1910; la cella presenta una monofora a tutto sesto per ogni lato ed è coronata dalla guglia che si imposta su 4 timpani nei quali sono alloggiati i quadranti dell'orologio.  

  
Al suo interno sono conservate diverse opere di pregio: una tela raffigurante la “Madonna e Confratelli della Fraglia dei Battuti”, un tela ritraente Sant'Antonio da Padova tra i Santi Nicola da Bari e Domenico, entrambe eseguite da Francesco Frigimelica;l'organo costruito nel 1790 dallo Zavarise; tavole raffiguranti scene del “Martirio di San Lorenzo e la Madonna col Bambino in trono tra i Santi Lorenzo, Sebastiano, Rocco e Fosca, realizzate da Antonio Rosso; statua di San Lorenzo di uno scultore austriaco; affreschi del coro del 1554;

    Pescul    1424m      
    La Chiesa di San Rocco (Pescul)     
La Chiesa di Pescul è dedicata a San Rocco, era un oratorio per la scuola dei battuti costruito nel XVII secolo e ampliato nella seconda metà del XVIII. Al suo interno custodisce l'altare in onore di San Rocco, consacrato nel 1626 dal Suffraganeo di Aquileia dove vi ripose in esso le reliquie dei SS Teodoro e Innocenzo. Sul quale è posta la Pala d'altare in basso rilievo ligneo raffigurante San Rocco, realizzata da Antonio Talamini nel 1850, fratello di Don Natale; due dipinti, olio su tela, con “l'Ultima Cena” del XVII secolo e il “Martirio di Santa Fosca”, donato da Francesco Chizzolin nel 1782; a lato della porta d'ingresso, un acquasantiera in pietra scolpita e incastonata nella parete; gli altari in legno collocati lungo le pareti laterali, a destra con la Pala raffigurante “Sant'Antonio Abate” (probabilmente era un tempo l'altare maggiore poiché, nel 1626 si consacrò un altare dedicato al medesimo santo***) questa Pala d'altare è del XVII secolo opera di Francesco Frigimelica “il Vecchio”: il Santo al centro di un paesaggio collinare mostra il fuoco che scaturisce dalla mano sinistra, mentre in quella destra regge un bastone con il manico a forma di TAU o croce egiziana, simbolo di immortalità; sullo sfondo una scena allude alle tentazioni del Santo, i demoni e le visioni eroiche; sulla sinistra l'altare con la Pala raffigurante “Sant'Antonio da Padova con il bambino” tra San Francesco e Sant'Osvaldo e datata all'incirca nel '500, con successive manomissioni: rappresenta una serie di problemi stilistici, on la presenza di elementi della tradizione pittorica veneta e nordica. Al centro sopra ad un piedistallo si erge la figura di Sant'Antonio da Padova con il bambino, sopra al libro, a destra San Francesco in devozione e a destra Sant'Osvaldo, quest'ultima figura, dai recenti restauri risulta essere ridipinta sopra ad una Santa; sopra la Mensa d'Altare, Vesperbild o pietà in gesso dipinto del XV secolo di artista altoatesino, a cui è legata la leggenda delle “Dame di Mondeval”; la figura raffigurante la Madonna Addolorata con Cristo morto sulle ginocchia proveniente dalla pietra d'altare a Mondeval, secondo la leggenda, la Pietà, che si trovava nel Castello delle Pie Dame, fu risparmiata da una frana che travolse il Castello, fu quindi slavata e trasportata nella Chiesa di San Rocco.

*** trovo una contraddizione per quanto riguarda la data 1626 e i due altari di San Rocco e Sant'Antonio Abate: non ho trovato altro materiale
    Andria    1424m      
    La Chiesa di Sant'Osvaldo (Andria)     
L'oratorio fu costruito nel 1737 sostituendo la piccola cappella originale, per volontà di Gio Batta Nicolai, sacerdote nativo di Selva di Cadore, venne consacrata l'8 ottobre 174, nel 1932 venne completamente ridipinta. La Chiesa si trova nel villaggio di Andria, in posizione dominante sulla valle, con la facciata rivolta a Nord-ovest; al copro principale vennero aggiunti due locali ai lati dell'abside, creando così una pianta a forma di croce latina. Sopra al potale d'ingresso in una nicchia protetto da un vetro è collocata la statua di Sant'Osvaldo; ai lati si aprono due finestre rettangolari protette da grate in ferro battuto. La campana è collocata in una piccola cella in legno sul culmine del tetto, nella parte anteriore. L'interno è formato da lesene con capitello ionico, intervallato da archi cechi, sulla cui chiave di volta poggia una testina d'angioletto, le lesene reggono una trabeazione che corre per tutta la lunghezza dell'edificio; la volta dell'abside a croce è dipinto con un motivo a racemi e tralci d'uva racchiudenti alle estremità di ciascuna vela della volta, medaglioni con gli apostoli San Giovanni, San Andrea, San Taddeo, San Bartolomeo, eseguite circa nel 1930; sulla destra, sopra una mensola, è collocata la statua di San Giovanni Nepomuceno, sacerdote e martire polacco, morto nel 1383, probabilmente opera di uno scultore bellunese del XVIII secolo; ai lati della balaustra sono poste, su mensole alle pareti, le edicole in legno dipinto e dorato con le stature della “Madonna e Gesù bambino” a sinistra e Sant'Antonio da Padova a destra, lavori di artigianato locale di inizio '900; l'altare maggiore, del XVIII secolo, in legno intagliato dipinto e dorato, ha il paliotto con 4 testine di cherubini su ogni angolo e al centro una croce raggiata, l'alzata, con colonne, capitello corinzio e cornice modanata ai lati, sul timpano ha la statua di “Sant'Osvaldo e due angeli”; la pala centinata raffigura “Sant'Osvaldo, San Lorenzo e Sant'Antonio da Padova ricevono gli scapolari dalla Madonna del Carmine con bambino che appare tra le nubi”, opera di artista locale della metà del XVIII secolo.
  Glossario:
Lesena: consiste in un fusto a pianta rettangolare, appena sporgente dalla parete stessa con relativi capitelli e base. (è decorativo e non portante).
Parasta: è una struttura verticale (pilastro) inglobato in una parete, dalla quale sporge solo leggermente. È un elemento di sostegno della struttura.
Bifora: è divisa verticalmente in due aperture, divise da una colonna o da un pilastrino su cui poggiano due archi, a tutto sesto o acuti.
Metopa: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra scolpita a rilievo, solitamente raffigurante un disegno, posta in alternanza ai triglifi.
Triglifi: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra, decorata con scanalature verticali (glifi): le 2 scanalature centrali sono uguali, mentre le 2 laterali sono la metà di quelle centrali e messe insieme formano la 3a scanalatura ideale. Da qui il nome triglifo.
Cella: “cella campanaria” si intende la parte alta del campanile dove alloggiano le campane.
Timpano: è la superficie verticale triangolare racchiusa nella cornice del frontone, i cui tre lati si chiamano geison.
Ghimberga: indica un altissimo frontone, appuntito a forma triangolare, spesso traforato e ornato, che ricopre l'arco di una volta o di un apertura in un muro.
Aula: è la porzione che va dalla facciata al presbiterio e può comprendere una o 3 navate normalmente.
Navata: è la suddivisione interna di un edificio per mezzo di colonne o pilastri separati da arcate o architravi.
Presbiterio: è la parte riservata al clero officiante ovvero i presbiteri.
Abside: è la parte terminale della chiesa, può essere a base semicircolare o poligonale.
Paliotto: è la parte anteriore e decorata di un altare.
Ancona: dipinto su tavola o rilievo in marmo o legno, di soggetto religioso, collocato sull'altare. Termine riferito in particolare a opere del gotico e del primo rinascimento.
Testi, ricerche & Fotografie: Dell'Agnola Silvio con Nikon CoolPix P1000
Biblografia:
http://rilievo.stereofot.it/selva/chiese/sanrocco/storia.html
Storia dell'Agordino - Ferdinando Tamis
Guida Storico-Alpina di Belluno-Feltre - Ottone Brentari
Guida Insolita alle Dolomiti - Dino DiBona
L'Agordino e le sue Dolomiti - Giorgio Fontanive
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