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Ferrata Gianni Costantini

Montagna > Moiazza > Cresta Sud
Molto difficile
  8.00h di sola Ferrata
 Dislivello
 Passo Duran
La Ferrata Gianni Costantini viene considerata da molti come la più lunga e più diffile Via ferrata delle Dolomiti, a dispetto di ciò è forse anche una delle più comode per il raggiungimento del punta d’attacco , circa 30 minuti dal Passo Duran. Raggiunto il Rifugio si risale per 10 minuti il Col dei Pass e sino all’evidente attacco.

La via parte attraversando verso sinistra per poi raddrizzare, si sale su scalini in ferro, mantenendo la destra rispetto al vallone di rocce gialle che caratterizzano questa prima parte. Si prosegue traversando verso sinistra, salendo dei facili gradoni facendo molta attenzione all’esposizione; si affrontano alcune placche lisce che si superano grazie ad una buona aderenza dei scarponi, pochi punti d’appoggio (attenzione in caso di bagnato); si sale prendendo rapidamente quota la roccia nera che sale parallelamente alla conca centrale che delimita il margine sinistro della via, sino al raggiungimento di tratti di parete a gradoni, che si superano in modo agevole grazie a dei buoni appigli. Si traversa un tratto tra mughi e cengette, prima di raggiungere un altro strappo verticale che obliqua leggermente a sinistra, su buona roccia, trovare una buona aderenza con i piedi; l’esposizione ora aumenta, è d’obbligo prestare molta attenzione, si arriva alla prima grande cengia e si prosegue in direzione est, dopo il superamento di alcune facili roccette si trova la fune d’acciaio, che essendo ben tesa ci da un grande aiuto, per superare questo tratto, si giunge ad un pulpito posto appena prima di un apparentemente difficile spigolo, che si supera senza troppe difficoltà , prestando comunque molta attenzione; si risale un pendio scosceso di rocce detritiche fra i mughi, si prosegue su un ripido sentiero erboso sino all’insenatura della grande parete, metri 2170. Si affronta una placca, che si deve attraversare per circa 8 metri verso sinistra, punto chiave, placca ove gli appoggi sono pressoché inesistenti; al termine si poggiano i piedi su una staffa metallica e si prosegue in verticale per altri pioli. Si sale per una cinquantina di metri in verticale, mantenendo sempre la destra dell’insenatura della parete, poi lungo un breve spigolo dove troviamo una roccia migliore e in fine lungo un canalino. Si prosegue dapprima su sentiero e poi lungo tratti di corda, aggirando un corpo roccioso a destra si arriva ai piedi della “Cattedrale” (). Si segue sulla sinistra un canalino non difficile e si giunge alla testata superiore della Pala del Belia (2295m). Qui si trova il primo punto d’uscita, utile in caso di difficoltà che per un sentiero, talvolta difficile, porta al Rifugio, il quale è ben indicato su un masso. La Via prosegue verso est lungo la parete di una stretta gola che porta in cima alla “Cattedrale” (2557m). Si prosegue a sinistra sotto l’indicazione di una freccia e si entra nella conca sotto alla Cresta delle Masenade, si risale per placche il lungo tratto, talvolta particolarmente difficili, in particolare nell’ultimo tratto. Si esce dalla conca su un terrazzo, si aggira lo spigolo su una stretta cengia e si risalgono le ripide placche fino ad arrivare sulla “Cresta delle Masenade” (2737m); a Nord Ovest si vede la Moiazza Sud. Si discende la cresta in direzione della suddetta cima, tra cengette e roccette sino alla “Forcella delle Masenade” (2650m), seconda uscita, indicata dal cartello che indica il Bivacco Grisetti. Si sale un ghiaione giungendo ad un camino, lo si supera, e in forte esposizione si giunge al grande pendio detritico sovrastante. Si prosegue per un ripido sentiero a tornanti sino alla “Sella Alta” (2784m). Per salire sulla Moiazza Sud (la Ferrata non passa sulla Cima) si traversa a destra su roccia liscia, si svolta a sinistra e in circa 25 minuti, salendo per placche si arriva alla Cima massima del Gruppo. Panorama fantastico. Per tornare alla ferrata si passa per lo stesso tratto, giungendo di nuovo al bivio alla “Sella Alta”; si prosegue, stavolta,  a sinistra in direzione della famosa e maestosa “Cengia Angelini” ben segnalata. Si procede con cautela per cenge più o meno strette ma in forte esposizione, prestare molta attenzione, prendere in considerazione, in caso di difficoltà, di interrompere l’escursione e ritonare alla Forcella delle Masenade e scendere nel Van delle Moiazza. Aggirati alcuni spigolo, la suddetta grande cengia esce ai ghiaioni del “Van delle Nevere” (2670, con il Bivacco Ghedini posto appena sotto la Forcella. Da qui si gode di uno splendido panorama sulla Civetta, che si vede, e le sue maestose Cime Sud. Il ritorno si può effettuare in due modi: scendendo dalla parte del Van delle Nevere, verso la Val Corpassa seguendo il non difficile sentiero. Scendendo dalla parte di Agordo, seguendo il canalone del Van dei Cantoni: si risale per un centinaio di metri, il sentiero attrezzato per poi cominciare a scendere per salti e placche, ripidi sentieri e rocce levigate sino al raggiungimento dei ghiaioni basali, si devia verso sinistra per una canalino secondario e si raggiunge il segnavia N°554 dell’AltaVia N°1 che ci porta al Rifugio Carestiato.

 
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