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Età del Rame

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Viene chiamato anche Calcolitico o Eneolitico, è l’epoca preistoria posta tra Neolitico e Età del Bronzo. È caratterizzata dalla presenza dei primi oggetti in rame in un contesto in cui la lavorazione della pietra resta essenziale. Nelle culture agricole dell’Anatolia, dell’Iran e dei Balcani si cominciò a usare il rame puro nel VII-VI millennio a.C., per produrre piccoli oggetti decorativi (perle, pendagli e figurine) o di uso domestico, ad esempio ami e lesine. Il rame nativo veniva martellato a freddo e poi a caldo per ottenere la forma desiderata. In seguito, nel VI-V millennio a.C., la maggiore padronanza del fuoco, rispetto alla primitiva conoscenza propria dei vasai del Neolitico, consentì di far salire la temperatura nei forni, grazie alla quale fu possibile perfezionare dapprima, il processo di riduzione, dal quale si ottiene il rame dai suoi minerali), quindi sperimentare la fusione del metallo, che avviene a circa 1083° e la sua lavorazione in stampi. Esistono ancora molti dubbi su quale fu la prima regione a mettere a punto la tecnica della fusione del rame: nel V-IV millennio a.C. si producevano oggetti in rame fuso in una vasta area geografica che va dall’Iran all’Europa sudorientale, con una particolare abbondanza nell’area carpato-balcanica. A partire dal V millennio a.C. iniziò lo sfruttamento dei giacimenti della Serbia e della Bulgaria.
Bibiografia: http://it.encarta.msn.com/
Evoluzione climatica e geomorfologia dell'Agordino...... - Grafica Niero - Bertini Alberto
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Testi: Dell'Agnola Silvio in la collaborazione di Mirella Munaro
 
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