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la Moiazza

Montagna > Moiazza
Introduzione

Il vasto gruppo del Civetta, reso noto per la sua bellezza dolomitica della parete nord con i suoi incredibili strapiombi che da lontano sembrano voler formare una mano aperta verso Alleghe, è senz’altro una delle più belle immagini che la natura può offrire al suo visitatore. Ma non di meno ha da vantarsi il lato sud, che chissà per quale motivazione viene lasciato un po’ da parte.

La Moiazza, sottogruppo della Civetta che si estende verso sud a forma lunga, stretta e molto biforcata, inizia nei pressi della Forcella delle Sasse 2476 m. e termina nel versante sud-est con il Sass del Duran 2578 m. formando numerose biforcazioni che originano dei “van” o “vant” sia dal versante agordino che quello zoldano. Non di meno della Civetta essa offre delle pareti a strapiombo di notevole maestosità: un attento osservatore può notare già in prossimità del paese di Listolade la grandezza del Castello delle Nevere, imponente parete di dolomia pura che dalle basi del Col Palanzin 1746 m. che con la sua forma a matita schiacciata, si erge verso il cielo con superba eleganza e maestosità fino ai 2599 metri di altitudine.
Parte Nord

All'estremità nord della Moiazza si trova la Forcella delle Sasse, importante valico che collega lo zoldano con la Val Corpassa e quindi l'agordino. Successivamente si colloca la Cima della Moiazzetta della Grava 2727 m. raggiungibile dalla Casera della Grava, direzione forcella delle Sasse, poi proseguendo a sinistra per il sentiero Angelini ed infine dalla Sella del Col del Vant 2324 m. si sale per rocce fino al II grado in 5 ore complessivamente. A seguire troviamo la Cima delle Sasse, bellissimo "sasso" rotondo di altezza considerevole (2878 m.)  con altrettanta salita stupenda percorsa sempre arrivando alla sella del Col del Vant e successivamente dalla Forc. Superiore delle Crepe della Moiazzetta salendo per un percorso intuitivo fino al II grado per un totale di ore 6. Dalla cima una vista formidabile che scruta il Van delle Sasse dall'alto. Dalla Cima delle Sasse, si stacca una diramazione verso sud - est dalla quale emerge una forma simile alla Cima delle Nevere, il Col dei Camorz 2489 m, il quale anch’esso a forma di punta, racchiude a sud il vasto circo glaciale del Van delle Sasse 2420 m. di notevole bellezza e solitudine con una lunghezza che va dal confine nord (ferrata Tissi) al confine sud-est (tra Cima delle Sasse e Col dei Camorz) di circa 2 km. Dalla parte opposta si trova il Vant della Moiazzetta della Grava, racchiuso a sud dalle Crepe della Moiazzetta (divise in Alta 2543 m. e Bassa 2484 m. separate tra di loro dalla Forcella Intermedia, delimitate a ovest dalla Forcella Superiore e a est dalla Forcella Inferiore) le quali terminano in direzione di Casera della Grava 1627 m.
Parte Centrale

I Vanét si trovano invece più a sud del Van delle Sasse, subito dopo il promontorio del Col dei Camorz, sono di dimensioni modeste e terminano verso est con un salto di parete e la forcella della Moiazza 2515 m. Ancora più a sud si colloca un altro importante “van”, quello delle Nevere con la rispettiva Forcella delle Nevere nel versante meridionale. Importante come punto di riferimento è il bivacco Ghedini, posto proprio nei pressi della Forcella delle Nevere, usato come appoggio alla percorrenza della via ferrata Costantini. Nel versante zoldano all’opposto dei Vanet e del Van delle Nevere vi sono il Vant della Moiazzetta e il vant della Moiazza dove vi è collocato il bivacco Grisetti (2050 m).
Parte Sud

Nella parte sud la Moiazza prende due vie, di cui la principale e più massiccia svolta in direzione Passo Duran e quindi verso la catena S. Sebastiano - Tàmer. In particolare dalla Moiazza Sud le creste si allungano verso sud e poi verso est direzione Val della Grava, chiudendo a semicerchio il Vant della Moiazza. Questa catena è formata da Moiazza Sud, Cresta delle Mesenade 2737 m. con relative biforcazioni verso il basso (Cattedrale 2557 m, sotto a ovest la Pala delle Masenade 2413 m. e sotto a est la Pala del Belia 2295 m. tra le quali passa la Ferrata Costantini). Continuando in quota si chiude a est col il Sass del Duram 2542 - 2565 m. con innumerevoli sottocime di minore altitudine e più a nord est col il Buràngol. La seconda via che intraprende la Moiazza Sud si estende verso meridione con il Cimòn dei Zoldani 2494 m, Campanile dei Zoldani 2398 m, le tre Torri del Camp 2300 m. circa, il Tridente 2158 m. ed infine la Pala 2083 m. Importante è da citare il Van dei Cantoi, il quale dalla Forcella delle Nevere scende nella direzione della Malga Framont 1589 m. Ė percorso dalla Ferrata Costantini - parte occidentale ed è compreso tra le due catene principali sopra descritte.
Parte Occidentale

AMBITO ESCURSIONISTICO – QUOTE INFERIORI

Rimanendo alle basi della Moiazza a nord si trovano delle torrette denominate localmente I Camin i e descritte sulle carte escursionistiche come Spiz della Mussaia, percorribili dai passaggi retrostanti ad esse con continui sali-scendi partendo dal bivio Van delle Sasse-Nevere, scendendo per mugheti e ghiaioni fino ad imboccare il primo canalone che sale dietro alla torre e poi proseguendo su e giù fino a scendere definitivamente verso il sentiero dell’Alta Via n° 1. A sud dalla Cima delle Nevere sorge la val de Ruderos che prende il nome dal curioso fenomeno di roccia rossa che si trova sotto il sentiero dell’Alta Via n°1, percorso conosciuto e segnalato che percorre la base delle rocce. La Val delle Risine invece sorge ancora più a sud originandosi sempre nel gruppo della Moiazza e terminando come la precedente nel torrente Corpassa. Essa forma una bella cascata a circa metà del percorso che nella stagione invernale gela e non di rado viene scalata dagli appassionati del settore. Questa valle può essere praticata tranquillamente con un sentiero non segnalato da bollini ma evidente e quindi di facile intuizione. Essa viene denominata delle “Risine” dal termine originale "Risne" che era una specie di scivolo composto da tronchi sul quale venivano fatte scorrere dai boscaioli le taie. Sicuramente anni indietro venivano tagliate le piante dalla zona del Camp e dintorni e poi attraverso queste originali "Risne" percorrevano in discesa la val delle Risine per scendere in val Corpassa e quindi a Listolade.
AMBITO ESCURSIONISTICO / ALPINISTICO – QUOTE SUPERIORI

La parte più elevata di questo settore del versante ovest è rappresentata appunto dal Van delle Nevere. È un avvallamento abbastanza vasto ma inferiore di grandezza a quello delle Sasse, meno pianeggiante nel tratto nord dove scende con decisione verso la Mussaia. Formato dalla forza imponente dei ghiacciai e dall’erosione, è quindi molto detritico alternando passaggi su ghiaioni e massi a tratti su lastroni di roccia. Solo verso sud in prossimità del bivacco si trova un vero e proprio van con i resti di alcune slavine. Già dalla parte più bassa a nord si concepisce lo straordinario paesaggio e panorama che contorna: a nord i Cantoni di Pelsa, la Busazza e il Van delle Sasse, la Piccola Civetta e la Civetta con il rif. Torrani; a ovest il monte Alto di Pelsa, più in là le pale di S. Martino, l’Agner-Croda Granda e vari altri sottogruppi. Man mano che si va verso sud si esclude la vista ad ovest per la presenza del Castello delle Nevere ma si completa la visione del gruppo principale della Civetta.

Ad est il Van delle Nevere viene separato da quello della Moiazza dalle seguenti cime partendo da nord:

*      Cima dei Nali;

*      Moiazza Nord 2870 m. detta anche Cimon della Moiazza percorribile dal Van della Moiazza in 3h e 30 con difficoltà comprese tra I e II grado che può anche diventare di III con orientamento scarso e terreno accidentato;

*      Torrione delle Nevere 2860 m. raggiungibile sempre dal versante zoldano in 5 ore complessive e 3.40 dall’attacco, questa volta però quasi dal fondo del van della Moiazza con una via di impegno maggiore a quella “normale” della Moiazza Nord;

*      Rocchette delle Nevere 2843 m. comprese tra Torrione delle Nevere e Forcella Castiglioni sono costituite da Punta Evelina e Punta Maria raggiungibili con scalate fino al IV grado inferiore dal Torrione delle Nevere;

*      Moiazza Sud  2878 m. che racchiude appunto a sud est le Nevere, è raggiungibile dal rifugio Carestiato per la Via Ferrata Costantini  voltando a destra per creste al bivio per il bivacco Ghedini. Tempo di percorrenza: 5 ore complessivamente e 30 min. dalla ferrata;

*      Cresta delle Masenade 2700 – 2730 m. percorribile dal bivacco Grisetti in 2h e 30 per la Forcella delle Masenade e in seguito per tre tratti attrezzati e passaggi di I grado oppure dalla frequentatissima ferrata Costantini.

Come si è detto precedentemente, a ovest il Van delle Nevere è sostenuto da due importanti cime:

*      Cima delle Nevere 2621 m. di facile salita per gradini di roccia di I grado in 20 minuti dal versante est, partendo dal bivacco Moiazza (Ghedini);

*      Castello delle Nevere 2600 m, in un’ora fino al III grado partendo dal bivacco Ghedini, scendendo leggermente per le Nevere fino al collegamento tra la Cima delle Nevere e il Castello, risalendo dei lastroni e arrampicando per i restanti 30 minuti. Da notare il notevole strapiombo di ben 900 m. dalla cima ai ghiaioni sottostanti del Col Palanzin. Importante è anche da ricordare più a ovest il bellissimo pilastro della Torre dei Gir 2400 m. con arrampicate del VI – VII grado.



ACCESSI AL VAN DELLE NEVERE – BIVACCO GHEDINI

Da LISTOLADE - Val Corpassa – Capanna Trieste – Pian delle Taie – Scalet delle Sasse (bivio per Van delle Nevere). Ore 4.30/5 segnavia 555, 558 e rosso.

L’accesso più elementare e più panoramico, ma non da sottovalutare a causa della frequente slavina di dimensioni notevoli presente anche in presto autunno, quando si esclude la presenza di neve. Innanzitutto si può percorrere la Val Corpassa in automobile per la strada asfaltata che porta a Capanna Trieste 1135 m. da qui si prosegue necessariamente a piedi per tutta la Mussaia (stradina sterrata a tornanti sottostante alla Torre Trieste) fino ai pressi della Val delle Taie 1625 m. dove a un bivio ben segnalato Van delle Sasse si gira a destra salendo fino alla base della Torre Trieste, discendendo leggermente, attraversando una valle generalmente priva di acqua. (ATTENZIONE: nel percorrere questo sentiero non scendere ASSOLUTAMENTE per questa valle nel tentativo di accorciare il percorso a causa di un susseguirsi di burroni che la rendono impraticabile. Proprio nell’estate del 2005 un turista è volato dal salto di roccia probabilmente a causa del buio e della stanchezza). Si prosegue per poche centinaia di metri e al bivio si trova anche la direzione per il Van delle Nevere. Quindi si svolta a destra lungo delle coste di mugheti  fino ad arrivare alla cosiddetta slavina da aggirare in caso di necessità preferibilmente a destra anche se il sentiero è segnato sulla sinistra (se il percorso è fatto in discesa è preferibile avere con se una corda per scendere più in sicurezza le rocce evitando così di precipitare sotto la slavina). Ora si sale per il normale sentiero raggirando attraverso una costa un promontorio e poi seguendo il segnavia si percorre in forte salita tutto l’avvallamento fino ad arrivare al bivacco situato nei pressi della forcella delle Nevere.

Dal rifugio Vazzoler 1741 m. – Pian delle Taie – Scalet delle Sasse (bivio per Van delle Nevere). Ore 3/3.30 segnavia 555, 558 e rosso.

Dal rifugio si scende il Col Negro di Pelsa e il Col dei Lares per la strada sterrata fino alla Val delle Taie, dalla quale si imbocca a sinistra il sentiero precedentemente elencato.
Dal rifugio Carestiato per la Via Ferrata Costantini, ore 6, segnavia rosso.

Ferrata molto difficile ideata per persone esperte, di notevole lunghezza e quindi da percorrere dopo essersi assicurati delle buone condizioni metereologiche. In sintesi questa ferrata parte dai pressi del rifugio e dopo una breve discesa ad un bivio segnalato si volta a destra e si arriva all’attacco (5-10 minuti). Da qui si supera una lasta verticale e si sale prima per creste erbose e poi per rocce nude e ghiaioni lasciando alla propria destra la Pala del Belia  2295 m, passando ad est della Cattedrale, raggiungendo con un balzo di 900 m. la Cresta delle Masenade  e per la stessa Cresta delle Masenade ci si abbassa verso ovest per la forcella delle Masenade, si sale per la Cengia Angelini e infine si scende definitivamente al Van delle Nevere al bivacco Ghedini.

Dalla Casera Framont per la Via Ferrata Costantini parte occidentale, ore 3, segnavia 552, 554 e rosso.

Per raggiungere la Casera Framont da Agordo direzione ospedale, si percorre la strada principale che sale verso sinistra, si arriva a Rif, si persiste per 400 – 500m, si svolta di nuovo a sinistra fino al raggiungimento di una piazzola dalla quale si sale per una stradina stretta e ripida che porta dopo alcuni chilometri alla casera Framont. Da qui si prosegue a piedi prima per una strada sterrata, poi per il sentiero 552 che porta all’innesto del sentiero 554 dove si scende brevemente, in seguito sulla sinistra si apre la visuale sul van del Cantoi e sul sentiero che dapprima sale per la valle, poi all’attacco della via ferrata sale per lunghi lastroni fino a raggiungere la forcella delle Nevere e il bivacco.

Importante è da ricordare che il gruppo della Moiazza è interessato dal passaggio dell’Alta Via n° 1 che parte dal lago di Braies e termina con lo Schiara verso Belluno. Comprende il sentiero 554 che dal rif. Vazzoler percorre i ghiaioni del Col Palanzin, valica la forcella del Col dell’Ors, continua sempre elevato alla base delle Torri del Camp, oltrepassa il van dei Cantoi e per ghiaioni arriva al rif. Carestiato. Da qui prosegue per strada silvo – pastorale per Casera Duran e si stacca poi a destra per un sentiero segnato che porta al passo Duran (rif. Tomè).

Pagina curata da Andrea Ben, per ulteriori informazioni e suggerimenti scrivere un e-mail a benandrea@alice.it  
www.listolade.it si declina da ogni responsabilità derivanti da errate trascrizioni. Si consiglia di far sempre riferimento a cartine geografiche o pubblicazioni specifiche. Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle pubblicazioni da cui ho tratto:

- Luca Visentini - Mario Crespan, Gruppo della Civetta, Luca Visentini Editore;

- Giuliano Dal Mas - Camillo Berti, Dolomiti dell'Agordino, NuoveEdizioniDolomiti
 
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