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Neolitico

Montagna > Le Dolomiti > Paleontologia
È l’ultimo periodo dell’Età della pietra, seguito al Paleolitico e Mesolitico. Al Neolitico (dal greco néos, “nuovo” e, Lithos “pietra”) si fanno solitamente risalire l’origine dell’agricoltura e dell’allevamento, l’affermarsi di uno stile di vita sedentario e l’uso della ceramica per utensili in pietra levigata, anche se non mancano esempi precedenti di questa tecnica. Questa Civiltà si sviluppò precocemente nel Vicino Oriente (dal VIII millennio a.C.) con una fase, detta Neolitico preceramico , in cui la produzione di cibo precedette l’uso del vasellame in ceramica; si diffuse più tardi in Europa, per concludersi nel IV-III millennio a.C. con l’adozione della tecnologia del rame e del Bronzo. In questo periodo nacquero i primi villaggi permanenti: nel Medio Oriente le abitazioni erano costruite con mattoni crudi, mentre in Europa era prevalente l’uso del legno. Testimonianze significative di imprese edilizie provengono dalla città di Gerico, dove nel Neolitico preceramico furono innalzate monumentali mura in pietra, e dal villaggio di Skara Brae nelle isole Orcadi, ben conservato grazie alla sabbia che lo ha ricoperto per millenni. L’uso della ceramica si diffuse rapidamente: questa tecnica era gia conosciuta dai cacciatori-raccoglitori del Paleolitico, ma veniva applicata in misura nettamente ridotta,  a causa della pesantezza di tali utensili, rispetto a quelli in cuoio o giunco intrecciato, più facili da trasportare. Gia nel Paleolitico l’attività di estrattiva era nota: si ricavava l’ocra dalle miniere africane e selce in Europa. Fu solo nel Neolitico che l’estrazione dei materiali raggiunse pieno sviluppo: centiania di pozzi e gallerie (Grimes Graves in Inghilterra, Krzemionki in Polonia, Spiennes in Belgio, Gargano in Italia) sono rimasti a testimoniare la padronanza di questa tecnica. Dalla selce così ricavata e lavorata vennero ricavate asce, scheggiate e levigate, che furono utilizzate nel massiccio disboscamento allora in atto in Europa. Furono costruite case di tronchi molto grandi e opere complesse, come il pozzo di Kuckhoven in Germania, prima del 5000 a.C. rivestito da enormi tavole. Il legname fu usato anche per costruire passaggi nelle zone paludose e villaggi su piattaforme sulla riva dei laghi alpini: gli scavi hanno portato alla luce molti resti di materiale organico: oggetti in legno, cesti, tessuti, conservati dall’umidità. Che si sono rivelati straordinariamente utili per conoscere la vita quotidiana nella tarda Età della Pietra. Tra le manifestazione dell’arte di questo periodo particolarmente interessante è la vasta gamme di statuette, spesso femminili  a raffigurare, forse, la Grande Madre generatrice; oltre a motivi incisi, impressi o dipinti. Molte furono le opere monumentali, alcuni esempi interessanti in Europa come Stonehenge e Avebury in Gran Bretagna, i Menhir, isolati o allineati a Carnac in Francia, le “statue-menhir” antropomorfe, le grandi tombe magalitiche diffuse in Scandinavia e in Portogallo. Altre testimonianze artistiche, ma anche tecnologiche vengono dall’Isola di Pasqua, nell’Oceano Pacifico, dove tra i primi secoli dell’era Cristiana e il 1600 circa una cultura del Neolitico innalzò centinaia di piattaforme in pietrisco, rivestite di lastre di pietra, sopra le quali pose enormi statue (Moai), ricavate da tufo vulcanico e scolpito con pietre in basalto.
Bibiografia: http://it.encarta.msn.com/
Evoluzione climatica e geomorfologia dell'Agordino...... - Grafica Niero - Bertini Alberto
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Testi: Dell'Agnola Silvio in la collaborazione di Mirella Munaro
 
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