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Il Telaio

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Il telaio è una macchina complessa che si è evoluta in molti secoli; viene utilizzata per la produzione di tessuti. I quali sono composti grazie all’intreccio di due serie di fili, tra loro perpendicolari, denominati trama e ordito. La storia di queste macchine segue passo, passo quella dell’umanità, con uno sviluppo che ha avuto il suo apice durante la rivoluzione industriale. I primi telai si hanno nel neolitico, erano strutture molto semplici, poco più di un intelaiatura rettangolare costruita con rami o pali in legno posta in posizione verticale. La tensione dei fili era garantiti da pesi di argilla o pietra, che vengono trovati in numerosi scavi archeologici. L’immagine di questo tipo di telaio si trova rappresentata su alcuni vasi greci, spesso abbinata all’immagine di Penelope. I popoli antichi usavano anche telai orizzontali dove la tensione del filo d’ordito veniva ottenuta mediante il tiraggio tra il subbio anteriore e quello posteriore. Questo tipo continuò ad essere adoperato, con qualche miglioria per millenni dagli Egizi e dai Romani. Nel medioevo il telaio verticale continua ad essere utilizzato per il confezionamento di arazzi, e nel 1250 fu dotato per la prima volta di pedale.  Circa nel XII secolo si utilizzavano molte macchine idrauliche, cioè mossa dalla forza dell’acqua, questo principio venne applicato anche la filatoio, divenendo un vero gioiello capace di sostituire decine di maestre filatrici, grazie al movimento di centinaia di coppie di fusi e di aspi (l’aspa è la macchina usata per l’aspatura; l’aspatura è l’operazione di avvolgere in matasse su aspi un filato di fibra tessile).  Nel corso dei secoli, il telaio, divenne sempre più accurato poi nel rinascimento permise la produzione di manufatti complessi e raffinati, la tessitura divenne un arte grazie anche all’arrivo della seta dalla Cina, fiorisce così la produzione di tessuti pregiati, come il raso, broccato, damasco e velluto. Nel 1787 viene applicato il motore a vapore per muovere un telaio: il telaio meccanico. Nel 1790 Joseph-Marie Jacquard inventa il telaio Jacquard dove una scheda preforata comanda il movimento dei licci permettendo l’esecuzione di disegni molto complessi con il lavoro di un solo tessitore. Sempre nello stesso anno l’industria laniera viene favorita dall’invenzione del candeggio. Nel XIX secolo la produzione tessile si meccanizza e razionalizza, il telaio esce da un ambito artigianale e domestico per diventare uno degli artifici della rivoluzione industriale. Dai 230000 impiegati nel settore del 1834, si passa ai 331000 del 1851, in Inghilterra.


Funzionamento

Il filato di trama viene avvolto sulle bobine, dette spole, che saranno poi inserite nella navetta; il filato d’ordito viene avvolto sopra confezioni molto grosse, le rocche, più adatte per le successive operazioni. Vengono preparati i fili, disponendoli in modo parallelo nel senso della lunghezza e avvolti su un cilindro, il subbio d’ordito, che verrò posto nella parte posteriore del telaio. Il filato d’ordito è generalmente più resistente  del filato di trama, perché deve sopportare un maggiore sforzo: durante la tessitura infatti i fili di ordito subiscono una forte azione di attrito mentre attraversano i licci e il pettine del telaio. Per questo motivo, in molti tessuti il filato d’ordito è ritorto a due capi; se invece si tratta di filati unici, si protegge la loro superficie con una sostanza collosa, la bozzima, che li rende resistenti e che sarà tolta in seguito. I singoli fili del subbio d’ordito vengono fatti passare attraverso degli occhielli dei licci e fra un dente e l’altro del pettine del telaio. I licci sono fili metallici con al centro un occhiello, montati su un intelaiatura, detta quadro dei licci. Nel caso dell’armatura tela, tutti i fili dell’ordito si dividono in due pari e dispari e attraverso i rispettivi licci, possono essere alzati alternativamente. Tra le due serie si forma così un’apertura, attraverso la quale si lancia, in senso orizzontale e perpendicolare ai fili d’ordito, la navetta che contiene la spola di trama, in questo modo il filo di trama si inserisce tra i fili d’ordito. Quando la navetta è giunta dalla parte opposta, si abbassano i licci che erano sollevati in precedenza e si sollevano gli altri; quindi la navetta compie il percorso inverso attraverso una nuova apertura, effettuando un’altra inserzione e così di seguito. Il pettine, dopo ogni passaggio della navetta, serra la trama alla trama precedente, con un movimento alternato avanti e indietro. Ripetendo molte volte le stesse operazioni, si viene a formare il tessuto che viene raccolto sul subbio di avvolgimento.  Per i tessuti con trame di diversi colori o qualità si usano più navette; nel caso di intrecci complicati, il telaio viene munito di un meccanismo particolare, la ratiera, per il movimento dei quadri dei licci. Il tessuto così creato può avere una lunghezza indefinita, mentre larghezza o l’altezza dipende dal numero di fili d’ordito. I margini laterali del tessuto vengono detti cimose, e differiscono dal tessuto stesso per avere un ordito più fitto, allo scopo di conferire loro una maggiore resistenza.

Testo: Dell'Agnola Silvio
Disegni realizzati con Rinhoceros da Dell'Agnola Silvio
Biblografia:
http://bellomosalvatore.altervista.org/storia.htm
wikipedia.it
Civiltà Agricola Agordina - GB Rossi - Nuovi Sentieri
Antichi Mestieri e Vita rurale - Gudrun Sulzenbacher - FolioEditore;

 
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