Livinallongo del Col di Lana
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Arabba 1602m
Arabba sorge in alta Val Cordevole ai piedi del Gruppo del Padon e compresa tra questo, il Passo Pordoi, il Passo Campolongo e l'Altopiano del Cherz. Le prime notizie di Arabba si hanno in merito alla chiesa nella metà del 1600. oltre ad alcune leggende che ricordano qualcosa di catastrofico, pestilennze o alluvioni, che ne decimò la popolazione. Come in ogni leggenda c'è un fondo di verità, infatti, il toponimo stesso, “Reba” in ladino, deriverebbe da “roiba”, cioè frana, o da “rebia” ossia valanga o torrente che straripa. Esiste anche un insediamento ai piedi del Col Burz chiamato “chiesa vecchia”, forse perché qui sorgeva l'antico insediamento. Al centro del paese sorge il vecchio mulino ad acqua di fattura tirolese, sapientemente restaurato e messo a disposizione dei visitatori. Arabba è inserita nel comprensorio Dolomiti Super Ski, uno dei più grandi del mondo. Da non perdere gli Ski Tour Sellaronda, il Giro della Grande Guerra, la discesa sul ghiacciaio della Marmolada o lo Ski Tour del Passo Falzarego, insomma un paradiso per gli amanti della neve che troveranno chilometri di piste perfettamente innevate.
La Chiesa di San Pietro e Paolo
La chiesa di Arabba è dedicata ai
Santi Pietro e Paolo, costruita tra il 1660 e il 1664, venne
consacrata l'11 settembre 1664, si trova al centro del paese. Un
precedente edificio sacro è menzionato nel 1300, collocato più a
ovest ed in alto e sembra essere stato il primo edificio di culto
della Valle, oggi la località è chiamata Paluacia e il luogo viene
denominato “Plen dela Glejia Vegle” (piano della Vecchia Chiesa).
L'edificio in stile tardo gotico ha il portale d'ingresso con telaio
in pietra posto sotto ad una pensilina sorretta da colonne di legno,
il tutto sormontato dal rosone. A lato il campanile sul quale
spiccano i quadranti dell'orologio, mentre la cella ha delle trifore
con arco a tutto sesto su tre facciate e una bifora sulla facciata
sud. Attorno alla chiesa si trova il cimitero. Il 27 febbraio 1888
una valanga distrusse una larga fascia di bosco, una “casera” e
causò danni all'abside, rovinando l'altare maggiore. La chiesa ha
passato indenne la Prima Guerra Mondiale e quindi conserva al suo
interno opere di grande pregio: l'Altare maggiore dedicato ai Santi
Pietro e Paolo; i due Altari laterali dedicati a San Giuseppe e alla
Madonna del Monte Carmelo; importanti pitture murari realizzate agli
inizi del 1900 da J.M. Pescoller.
Glossario:
Lesena: consiste in un fusto a pianta rettangolare, appena sporgente dalla parete stessa con relativi capitelli e base. (è decorativo e non portante).
Parasta: è una struttura verticale (pilastro) inglobato in una parete, dalla quale sporge solo leggermente. È un elemento di sostegno della struttura.
Bifora: è divisa verticalmente in due aperture, divise da una colonna o da un pilastrino su cui poggiano due archi, a tutto sesto o acuti.
Metopa: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra scolpita a rilievo, solitamente raffigurante un disegno, posta in alternanza ai triglifi.
Triglifi: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra, decorata con scanalature verticali (glifi): le 2 scanalature centrali sono uguali, mentre le 2 laterali sono la metà di quelle centrali e messe insieme formano la 3a scanalatura ideale. Da qui il nome triglifo.
Cella: “cella campanaria” si intende la parte alta del campanile dove alloggiano le campane.
Timpano: è la superficie verticale triangolare racchiusa nella cornice del frontone, i cui tre lati si chiamano geison.
Ghimberga: indica un altissimo frontone, appuntito a forma triangolare, spesso traforato e ornato, che ricopre l'arco di una volta o di un apertura in un muro.
Aula: è la porzione che va dalla facciata al presbiterio e può comprendere una o 3 navate normalmente.
Navata: è la suddivisione interna di un edificio per mezzo di colonne o pilastri separati da arcate o architravi.
Presbiterio: è la parte riservata al clero officiante ovvero i presbiteri.
Abside: è la parte terminale della chiesa, può essere a base semicircolare o poligonale.
Paliotto: è la parte anteriore e decorata di un altare.
Ancona: dipinto su tavola o rilievo in marmo o legno, di soggetto religioso, collocato sull'altare. Termine riferito in particolare a opere del gotico e del primo rinascimento.
Testi, ricerche & Fotografie: Dell'Agnola Silvio con Nikon CoolPix P1000
Biblografia:
Storia dell'Agordino - Ferdinando Tamis
Guida Storico-Alpina di Belluno-Feltre - Ottone Brentari
Guida Insolita alle Dolomiti - Dino DiBona
L'Agordino e le sue Dolomiti - Giorgio Fontanive